A Natale mi sposo: parlano gli attori

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A Natale mi sposo: parlano gli attori

A Natale mi sposo: parlano gli attori

Anche se inizialmente aveva un altro titolo e un’altra ambientazione, A Natale mi sposo doveva essere per Massimo Boldi una specie di risposta ai cinepanettoni. “Dopo 25 anni di collaborazione con la Filmauro” – ci ha spiegato l’attore non senza un velo di commozione nella voce  -  “Volevo tornare a un genere che conosco e che so fare, un genere che amo e che mi ha portato l’affetto e la gratitudine di almeno 3 generazioni di spettatori. Era dal 2004 che non recitavo in una commedia con la parola ‘Natale’ nel titolo (Christmas in Love, n.d.r. ) e mi mancavano la gioia, la spensieratezza e le risate che distinguono le storie ambientate durante le festività. Per me il Natale è sinonimo di felicità, come anche il matrimonio. Poterli mescolare in un unico film è stato come un sogno diventato  realtà”.
Da persona autentica e sincera, che non ha problemi a raccontarsi e ad esporsi, Boldi non ha mancato di accennare al suo divorzio artistico da Christian De Sica. “Fra noi non è successo nulla di drammatico. Di fatto, non abbiamo mai litigato. Ci conosciamo dal 1972 e abbiamo condiviso moltissime esperienze … come potremmo odiarci?  Ci vogliamo bene, e lo dimostra la telefonata di in bocca al lupo che Christian mi ha fatto questa mattina. Ciò non significa  che lavoreremo nuovamente insieme. Diciamo che le nostre possibilità di tornare a collaborare sono pari a quelle di una riconciliazione fra Berlusconi e Fini.”

Ambientato a Saint Moritz, A Natale mi sposo  non mette a confronto solo personaggi di opposti milieux sociali, ma anche attori di diversa tradizione comica, e se Massimo Ceccherini è meno “ragazzaccio” del solito e Vincenzo Salemme fa ridere più con le situazioni che con le battute, le parolacce sono tutte per Enzo Salvi, che fa la parte di un ruspante ex pugile. “Abbiamo inserito le parolacce” – spiega Massimo Boldi – “perché 3 dei nostri personaggi lavorano in un ristorante dove i clienti vogliono sentire le parolacce, come succede in un famoso locale di Roma. A parte questo, credo che A Natale mi sposo non sia assolutamente un film volgare. E’ molto più volgare tutto ciò che succede in TV le cose che vediamo nella politica, il modo in cui le persone fanno shopping, la maniera in cui le mamme si rivolgono ai figli fuori dagli asili. E poi il pubblico è cambiato e non si scandalizzerà certo davanti a un po’ di scurrilità”.

Anche Enzo Salvi e Vincenzo Salemme sono d’accordo con Boldi. Salemme giudica A Natale mi sposo un film per famiglie, una commedia che, per la sua voluta mancanza di riferimenti all’attualità, potrebbe svolgersi in qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo. “Mi sembrava un ottimo prodotto, la sceneggiatura aveva una freschezza che non è facile trovare, e i meccanismi comici erano perfetti. Ci sono tanti personaggi e tante situazioni, che si incastrano perfettamente”.  Già compagno di set di Massimo Boldi in Olè, l’attore napoletano interpreta un presunto scrittore che tradisce la moglie ed è decisamente interessato al “vil denaro”. “Ho adorato fin da subito questa simpatica canaglia, è un uomo ambiguo e i personaggi che hanno una doppia faccia sono sempre quelli che mi interessano di più”. Ad attrarre Salemme è stata anche la sua signora nel film Nancy Brilli. “Abbiamo lavorato insieme in diverse occasioni e ormai ci capiamo al volo. Nancy è un po’ come Monica Vitti: ha il dono di far ridere pur essendo bella. Capita raramente che una donna non brutta sia capace di divertire il pubblico. Lei, invece, ci riesce a meraviglia. Quanto a Massimo, devo confessare che in questo film mi ha ricordato Peter Sellers in Hollywood Party: per i guai in cui si caccia e per la purezza  e l’ingenuità del personaggio che interpreta”.

A Natale mi sposo” – ha detto Enzo Salvi – “usa il turpiloquio raramente, e solamente per esigenze di copione. Lo trovo molto meno volgare della maggior parte dei film di Natale che sono stati fatti nel corso degli anni, e lo dice una persona che è veramente scandalizzata da ciò che accade nel nostro mondo e nel nostro paese, specialmente ai bambini”. Felice di duettare anche con Massimo Ceccherini, Salvi ha trovato in Paolo Costella il regista ideale. “Quando fai il comico e lavori insieme a colleghi che conosci da molto tempo, devi poter improvvisare. Questa possibilità mi è stata data fin dal principio e Paolo mi ha permesso anche di tirare fuori qualcosa del mio glorioso Cipolla, che mancava al cinema da qualche anno”. Appassionato di animali esotici, tanto da portare sul set il suo colorato pappagallo, Salvi ci ha infine confessato che alle cosiddette persone altolocate preferisce la gente genuina. “Non mi piacciono gli snob. Detesto la mondanità, i locali, i bei ristoranti. Quando posso, la sera sto con gli amici, a chiacchierare e farmi una bella risata, magari davanti a del buon cibo”.

Il personaggio di Enzo Salvi in apparenza è lontanissimo dalla  signora impellicciata impersonata dalla Brilli: una donna che sembra sofisticata, ma che in privato parla con accento ciociaro e mangia il salame a morsi. “Mi hanno già affidato la parte della burina arricchita ed è un ruolo che adoro, perché ti consente di passare continuamente da un registro all’altro e perché puoi divertirti a fare la macchietta senza che questo renda riduttivo il tuo lavoro”. Alla sua prima collaborazione con Massimo Boldi, di cui apprezza la dolcezza, l’attrice ci ha raccontato che il set di A Natale mi sposo è stato il più rilassante della sua intera carriera e che il merito è anche di Vincenzo Salemme. “Vincenzo è un professionista, è facile lavorare con lui perché ha i tempi giusti e ti lascia spazio. E’ una virtù preziosa, che hanno soprattutto gli attori che vengono dal teatro”.

Interpretato anche dalla spiritosa Teresa Mannino e dai giovani Lucrezia Piaggio e Jacopo Sarno, A Natale mi sposo si affida infine allo charme di una delle donne più invidiate d’Italia, e cioè Elisabetta Canalis, che fa la parte di una wedding-planner. Poco incline a parlare di sé, perché terrorizzata da eventuali domande sul suo illustre fidanzato, si è limitata a esprimere il suo amore per i film di Natale, di cui è una fan sfegatata, e per le commedie, anche se, al momento, la sua priorità  è la conduzione televisiva. A farle preferite il set a uno studio – ha ammesso – potrebbe però essere un bel ruolo drammatico. Chissà che a proporglielo non possa essere, un bel giorno, proprio il fascinoso George Clooney.

 



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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