Euforia: Valeria Golino, regista dei dilemmi etici, presenta il suo secondo film

- Google+
28
Euforia: Valeria Golino, regista dei dilemmi etici, presenta il suo secondo film

A rivederlo dopo il tour de force del Festival di Cannes, Euforia è ancora più bello ed emozionante: nei ritratti di Matteo ed Ettore, che si ritrovano a vivere insieme e a scambiarsi la "pelle emotiva", nelle immagini di un ottobre romano consumato su una terrazza assolata, nella tragicità e ineluttabilità della malattia e in quella "illogica allegria" che dà il titolo al film e che coincide con l'atteggiamento nei confronti della vita di Matteo, che forse è il ruolo migliore toccato in sorte a Riccardo Scamarcio in quasi quindici anni di carriera. Non che Valerio Mastandrea nei panni dello schivo e ironico Ettore sia da meno, certo che no. Entrambi gli attori hanno recitato, in questa struggente vicenda familiare, in stato di grazia, supportati da una regista che li ha coccolati e che ha messo, naturalmente, qualcosa di sé nella vicenda che ha raccontato, come ammette lei stessa durante la conferenza stampa di presentazione di Euforia a Roma.
"Tutte le storie che racconto sono la mia storia" - dice Valeria Golino - "così come di Francesca Marciano, di Valia Santella, degli attori, della produttrice, di tutte le persone che mi circondano e con cui converso. Sono molto le mie storie e credo sia inevitabile fare autobiografia quando scrivi e dirigi un film, nel mio caso, però, sono autobiografie indirette".

Poi la Golino spiega che a stuzzicare il suo appetito di narratrice di umane cose sono sempre le questioni morali: "L'etica del quotidiano, delle nostre piccole vite piene di problemi e dilemmi, mi interessa molto, penso che sia fondamentale porsi domande morali e metterle all'interno di un film. Se c'è, in una storia, un dubbio etico che mi manda in crisi e sposta la mia coscienza da un certo modo di pensare, facendomi aderire al punto di vista dell'altro, o se mi permette di comprendere le ragioni dell'errore dell'altro e di abbracciare il suo modo quasi ridicolo di sbagliare, allora la faccio mia".

Nel caso di Euforia il problema morale coincide con la scelta di informare o meno un malato delle sue condizioni di salute. Matteo opta per il no, ma per Mastandrea Ettore conosce la verità fin dal principio: "Ho sempre pensato che il mio personaggio sapesse di essere in gravi condizioni, lo dicevo quando giravamo: Ettore si diverte a a vedere la gente intorno a lui impazzire per mantenere una menzogna. Nel caso tanto di Ettore quanto di Matteo, non parlerei, come hanno fatto in molti, di egoismo e altruismo, ma di narcisismo. Per Ettore c'è il narcisismo del dolore, per Matteo quello di chi vuole essere amato da tutti ma non ha il coraggio di ammetterlo e quindi fugge. Euforia è un film sul bisogno d'amore e sulla necessità di dare e ricevere amore”.

Al di là delle tematiche affrontate, Euforia non poteva essere un "no" per Mastandrea per una serie di altre ragioni, in primis l'artista che lo avrebbe diretto: "Ero molto curioso e felice di lavorare con Valeria in una veste diversa, in passato avevamo soltanto recitato insieme, avevo amato molto Miele, mi è bastato vederlo per considerarla una regista vera: lavorarci ha reso questo pensiero sacrosanto. La capacità che ha Valeria di sorprendersi andrebbe insegnata nelle scuole di cinema, lei è una portatrice sana di entusiasmo per questo mestiere, caratteristica che io e Riccardo siamo perdendo lentamente".

Anche Riccardo Scamarcio, che di Euforia, così come di Miele, è stato produttore, ha solo parole di lode per Valeria Golino, che probabilmente è la donna più importante della sua vita. Alla sua energia positiva attribuisce la buona riuscita del lavoro di tutti: "Quando si fa un film, non si può prescindere dai colleghi di viaggio. L'alchimia che si è creata sul set fa me e Valeria, l'intesa fra Valeria e Valerio, le cose che mi sono successe nella vita in quel momento… tutto è stato importante. Ciò che conta di più, quando fai un film, è sentire che il tuo regista è aperto e pronto ad ascoltarti, oltre che attento a notare ogni minimo cambiamento".
L'attore non riesce a dare una sua interpretazione del film: "Come si può spiegare Euforia? Io non ci riesco, sfugge a qualsiasi definizione, è un film organico che cerca di raccontare paradossi e contraddizioni di un gruppo di personaggi, e questi personaggi diventano di care ed ossa, dopodiché il film trascende la carne. Valeria ha alzato l'asticella, ha portato noi attori a cercare di rompere la barriera della recita per permetterci di avere accesso a una dimensione in cui raramente ci si avventura".

Ci sono anche Valentina Cervi, Isabella Ferrari e Jasmine Trinca nel cast di Euforia, e la prima e la seconda sono presenti all'incontro con i giornalisti. La Cervi, nel film, fa la parte di un'amica depressa di Matteo, una donna fragile che ha continuamente bisogno di rassicurazioni: "La cosa che mi ha emozionato di più" - racconta - "è stata far parte della ricerca di Valeria, che è una ricerca di cui abbiamo discusso molte volte, una ricerca di cose della vita. Questo film è più sgangherato del suo precedente e quindi lo trovo più coraggioso, perché tenta di aprire un varco a qualcosa di invisibile".
Isabella Ferrari, invece, è la moglie di Ettore, un'ex bella ragazza che non si rassegna all'idea di essere stata abbandonata. L'attrice conosce la Golino da tanti anni e ci teneva a fare del proprio meglio sul set: "Quanta paura ho avuto di deluderti, Valeria mia! Quando conosci una persona così bene, quando qualcuno così ti pensa per un ruolo, ti fai mille problemi. È stata un’esperienza grandiosa, mi sono completamente affidata al suo gusto e al suo stile. Euforia è un film semplice che mi ha molto toccato e anche fatto sorridere".



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Lascia un Commento
Schede di riferimento
Lascia un Commento