Europe: Intervista a Ian Haugland, batterista della band

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Europe: Intervista a Ian Haugland, batterista della band

Abbiamo avuto l'occasione di parlare con il batterista degli EuropeIan Haugland, che ci ha raccontato delle cose dell'ultimo disco, della scena rock e del mondo della musica digitale, qui la nostra intervista:

D: Walk the Earth è uscito diverso tempo fa. Che cosa è successo nel corso di questo periodo?

R: Siamo stati in tour praticamente tutto il tempo da quando l'album è uscito. Siamo stati in Sud America e per la prima volta in Australia, e le corso dell'estate abbiamo suonato in numerosi festival europei. Quindi siamo stati piuttosto impegnati!

D: Siete soddisfatti della riuscita del disco?

R: Siamo molto contenti del risultato! Sia i fan che la critica hanno accolto benissimo l'album, e abbiamo ricevuto diversi premi prestigiosi quest'anno, come lo Swedish Grammy Award, e siamo stati accolti nella Swedish Rock’n Roll Hall of Fame.

D: Come mai avete scritto una canzone sulla Rivoluzione Francese?

R: Credo che Joey stesse pensando a vari eventi storici che hanno pavimentato la strada per le democrazie moderne, e le hanno modellate, come la Rivoluzione Francese.

D: Come avete scelto il regista del video?

R: Lavoriamo con lo stesso regista, che è Patric Ulleaus, dai tempi del video di "Last Look At Eden". Ci piacciono le sue idee grafiche, è molto professionale, lavora molto velicemente e ha un grande senso dell'umorismo. 

D: Cosa pensate della scena rock e metal attuale?

R: Penso che ci siano in giro band davvero fatastiche, come i Greeta Van Fleet, che per esempio proiettano l'eredità del rock classico verso il futuro. 

D: Sono stato al Barcelona Rock fest la settimana scorsa, e gli headlider erano sempre i soliti vecchi nomi, come Ozzy Osbourne, Helloween, Judas Priest, Scorpions e Kiss: come mai solo queste band storiche sono in grado di attrarre un numero così elevato di fan?

R: Credo sia perché tutte le band che hai nominato hanno cominciato a suonare in anni quando la musica, le rockstar, i dischi e i concerti erano al centro delle vite dei giovani ben più di quanto non sia adesso. La gente guardava alle rockstar come a delle divinità, e voleva essere come loro. Questo ha aiutato la costruzione di carriere lunghe e di successo per questi artisti, di cui si continua a parlare. Oggi forse i giovano vogliono far parte della stessa hype di cui parlavano i loro genitori, tornare indietro a quei tempi mitici.

D: Chi potrà mai ereditare questo ruolo?

R: Non credo ci saranno mai dei nuovi Led Zeppelin, o dei nuovi Pink Floyd, perché oggi la musica, per i giovani, è solo una piccola parte di una distrazione più grande, che non è fatta della sola musica. Sono sicuro ci saranno sempre grandi rockband capaci di emergere, ma non prenderanno mai il posto delle band simbolo degli anni Settanta e Ottanta, e non diventeranno mai più grandi di loro.

D: Dopo tutti questi anni e una carriera incredibile, è ancora bello essere una rockstar?

R: Credo che in realtà sia più divertente essere una rockstar oggi che non negli anni Ottanta. Allora tutto era così folle, surreale e frenetico, che non avevamo il tempo di goderci realmente il successo. Oggi tutto è più rlassato, e abbiamo il controllo di tutto quello che rigaurda la band, invece di avere manager fuori di testa e avide compagnie discografiche. Mi diverto davvero molto di più in questi giorni. 

D: Qual è la tua opinione sulla musica in streaming? Credi che Spotify, Apple Music e le altre realtà siano la soluzione al download illegale?

R: Credo che siano certamente molto meglio del download illegale. Anche se non pagano altrettanto bene come vendere i dischi, almeno il fenomeno è sotto controllo e agli artisti arrivano dei soldi. 

D: Dove preferite esibirvi? Europa, Stati Uniti...?

R: Non credo che ci sia una parte del mondo dove sia meglio esibirsi rispetto alle altre. Ogni pubblico è diverso, e fantastico in maniere diverse. Posso dire di essere davvero riconoscente della possibilità di suonare davanti a persone diverse in ogni parte del mondo. È più di quando la maggior parte delle persone arrivano a fare. 

D: E cosa c'è nel vostro futuro?

R: Il tour europeo prosegue fino alla metà di ottobre. Il prossimo anno faremo ancora concerti, e inizieremo a buttare giù quello che diverrà il nuovo album degli Europe. 



Ampelio Bonaguro
  • Giornalista e docente di musica
  • Chitarrista e performer
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