Intervista a The White Buffalo, la voce di Sons of Anarchy

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Intervista a The White Buffalo, la voce di Sons of Anarchy

Jake Smith, meglio conosciuto con lo pseudonimo di The White Buffalo, tornerà in Italia il prossimo 9 luglio per un concerto al Circolo Magnolia di Segrate, a Milano. Il cantante, che molti di voi conosceranno grazie a Sons of Anarchy, ha pubblicato un nuovo album lo scorso ottobre, intitolato “Darkest Darks Lightest Lights”. Ce ne ha parlato in un’intervista per email, che vi invitiamo a leggere in attesa di poterlo vedere dal vivo.  

1) Hai scritto e registrato il tuo ultimo album, Darkest Darks Lightest Lights, in meno di sei settimane. Come sei riuscito a farlo in così poco tempo?

L’Ho semplicemente voluto. Ho scritto la maggior parte delle canzoni nello stesso lasso di tempo. Fortunatamente ero in un periodo di grande creatività, in preda ad una feroce disperazione.

2) Quali sono state le tue fonti di ispirazione?

Alcune canzoni di questo album sono autobiografiche, altre sono frutto di fantasia. È difficile per me dirti esattamente le fonti d’ispirazione, dato che molte delle mie canzoni sono dettate da flussi di coscienza. Sono semplicemente frutto dell’immaginazione, e io fungo solo da vassallo.

3) Quando hai iniziato a scrivere canzoni? 

Ho ricevuto la mia prima chitarra attorno ai 19 anni e ho iniziato immediatamente a scrivere canzoni, mentre imparavo qualche accordo. A quel tempo non avevo progetti o l’aspirazione di diventare cantautore o musicista, ma credo fosse tutto già lì pronto per venire fuori.

4) Il tuo processo di scrittura è cambiato nel corso degli anni?

Moltissimo. Credo di essere diventato più rigoroso e più aperto mentalmente. Molte canzoni nascono dal nulla, dall’etere. Ora sono capace di scrivere canzoni senza una chitarra, tenendole anche solo a mente, altre volte prendendo in mano strumenti che neanche so suonare.

5) Quali sono secondo te le tenebre più oscure e le luci più luminose (citando il titolo dell’album ndr) dell’odierna industria musicale?

L’industria musicale è in continuo cambiamento e sarà sempre così. Per quanto riguarda la musica popolare, direi che è diventata abbastanza superficiale e annacquata. È usa e getta, non più eterna. Non sono molti gli artisti che cercano di colpire dritto al cuore, di questi tempi.  

6) La tua musica è stata sincronizzata in molte serie e film, tra cui Sons of Anarchy, Californication, This Is Us e Sleepy Little Town. Tra tutte le scene in cui c’è una tua canzone, ce ne è una che preferisci?

La maggior parte delle scene di Sons of anarchy erano molto belle e di grande impatto. La scelta di usare le canzoni a tutto volume aiuta spesso a guidare la storia, come se la musica costituisse un personaggio a se stante nella serie. 

7) Come sei riuscito a far arrivare le tue canzoni al music supervisor di Sons of Anarchy?
Le prime canzoni per Sons of Anarchy sono state proposte dal mio avvocato. All’epoca non avevo un manager o un’etichetta e pubblicavo la mia musica indipendentemente. Un giorno il mio avvocato ha invitato a pranzo il music supervisor della serie e gli ha fatto ascoltare le mie canzoni. Per loro è stato come trovare il binomio perfetto, perché la serie è emotivamente molto conflittuale. Descrive personaggi molto umani, che però fanno cose terribili. 

8) Molti ascoltatori trovano delle somiglianze tra la tua voce e quella di Eddie Vedder. Sei felice di questo paragone? Sei un fan dei Pearl Jam?

In realtà non sono un grande fan dei Pearl Jam. Da bambino ho acquistato i loro primi album, ma poi non ho più prestato molta attenzione a quello che pubblicavano. Rispetto la passione che mettono nelle performance e il fatto che restino sempre fedeli a loro stessi. Per quanto riguarda il paragone, è molto lusinghiero e credo che la gente lo ritenga un complimento. È nella natura umana fare continui confronti. Poi a chi si chiede se io cerchi di imitarlo, rispondo di no. Non credo neanche di somigliargli vocalmente. Abbiamo delle qualità simili nella voce, usiamo entrambi il vibrato e abbiamo un timbro profondo, tutto qui.

10) Tornerai in Italia quest’estate. C’è qualcosa che vorresti dire ai tuoi fan italiani prima di ritrovarli sotto al palco?  

Amo la bellezza dell’Italia e la passione che gli italiani mettono nella vita. Sono molto felice di tornare. Ci vediamo presto a Milano!!  



Federica Carlino
  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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