Metallica: 30 anni di …And Justice For All

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Metallica: 30 anni di …And Justice For All

Amati, odiati, osannati o denigrati che siano, l’unica cosa certa è che i Metallica sono l’incarnazione del thrash metal e, più in generale, del metal tutto. Anche chi ha fatto di Raul Casadei e Gigi d’Alessio la colonna sonora della propria vita, conosce – almeno di nome – i Metallica: si, perché dopo i primi caposcuola come Deep Purple, Black Sabbath e Rainbow, la nuova ondata thrash metal – parallela alla New Wave of British Heavy Metal – della Seattle Area vede i Metallica primeggiare sui compagni d’avventura quali Anthrax, Testament e Megadeth, e li fa ascendere all’Olimpo delle rock star.

A quasi quarant’anni dalla nascita, la band riempie ancora gli stadi di tutto il mondo e ha contribuito largamente a “sdoganare” il genere heavy metal, grazie a ottime doti tecnico compositive e all’ottima organizzazione che ha fatto dei Metallica un vero e proprio brand.

Per quanto sia ovvio che un gruppo così famoso abbia numerosi detrattori, quasi tutti sono d’accordo nel considerare gli anni ’80 il periodo d’oro della band; periodo che si conclude nel 1988 (il 25 agosto, per la precisione) con l’uscita per la Electric Records di …And Justice For All.

Il successo mondiale è arrivato nel 1986 con l’uscita di quello che è considerato il miglior album della band, Master Of Puppets, con i suoi 12 milioni di copie vendute (numero di copie impensabile, considerando il genere) e la 29esima posizione nella Billboard 200. Il 27 settembre dello stesso anno, vede il bassista Cliff Burton perdere la vita a causa di un incidente (durante il Damage Inc. Tour, su una strada ghiacciata in Svezia, il bus si è capottato schiacciandolo e uccidendolo sul colpo). Nonostante i dubbi sul futuro della band, i Metallica decidono di proseguire il loro cammino assumendo Jason Newsted (ex Flotsam and Jetsam) come bassista e incidendo il loro quarto album, …And Justice For All.

Album complesso, di altissimo livello tecnico compositivo (probabilmente mai più raggiunto dal combo americano), …And Justice For All è sempre stato oggetto di pareri assai controversi: secondo i più, il missaggio estremamente eighties della release (medie frequenze praticamente assenti e suoni sottili e taglienti), hanno penalizzato quello che, con un’altra produzione, sarebbe potuto essere il meisterwerk della band. Resta il fatto che l’album resta il più articolato e tecnicamente complesso album dei Metallica, con 8 brani lunghi ed estremamente ben congeniati.

AJFA si apre con Blackened, una delle poche tracce che vede il contributo compositivo (insieme a James Hetfield e Lars Ulrich) di Jason Newsted e che ha come tema la fine del mondo causata da una guerra nucleare (tema assai di moda in quel periodo).  La lunga titletrack (quasi 10 minuti) parla di come la giustizia non sia affatto “uguale per tutti” e si avvicina decisamente più al progressive metal che al thrash.

Tra le altre tracce risulta difficile fare una classifica, tale e tanta è la qualità delle stesse, ma, probabilmente le più famose sono One (da cui è stato tratto il primo videoclip della band), che parla di un soldato della prima guerra mondiale reso un tronco umano da una granata e privato anche della parola, della vista e dell’udito (il pezzo si ispira al romanzo di Dalton Trumbo E Johnny Prese Il Fucile del 1939) e The Shortest Straw (sul caso Rosenberg, che vede i coniugi Julius e Ethel Rosenberg condannati a morte per aver passato all’ex Unione Sovietica informazioni  riguardanti l’armamento nucleare americano).  Nell’album è presente anche il brano strumentale To Live Is To Die, ultima composizione del compianto Cliff Burton.

A dispetto di tutte le chiacchiere in merito alla produzione “scadente” che vede chitarre “strangolate”, batteria dal suono artificiale e basso quasi inesistente, c’è da dire che fu proprio la band – intesa come Hetfield e Ulrich – a dare indicazioni molto chiare su come dovesse essere ripreso e missato l’album, e nulla poté fare il produttore Fleming Rasmussen, che pure aveva già lavorato con loro sui precedenti album Ride The Lightning (1984) e Master Of Puppets.

Take the bass down so you can just hear it, and then once you've done that take it down a further 3dBs
"abbassa il basso così che lo si possa appena sentire e poi abbassalo ancora di 3db”

Così hanno detto il cantante/chitarrista e il batterista all’ingegnere del suono Steve Thompson, che non era affatto contento del lavoro svolto.

Il povero Newsted, in un’intervista disse:

“The Justice album wasn't something that really felt good for me, because you really can't hear the bass."
“…And Justice For All è qualcosa che non mi ha fatto stare bene perché il basso non si sente per niente”.

Gossip a parte, alcuni critici – me compreso- pensano che la complessità e la bellezza delle strutture e delle composizioni in generale, sia il giusto epilogo del thrash prima maniera che la band ha portato avanti dal rozzo – seppur splendido – Kll’Em All del 1983, mostrando a tutti di cosa fossero capaci.

Uno dei migliori metal album di sempre.



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