Oscar 2018: i candidati per la miglior colonna sonora originale

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Oscar 2018: i candidati per la miglior colonna sonora originale

John Williams, Hans Zimmer, Alexandre Desplat, Carter Burwell e, dulcis in fundo, Jonny Greenwood dei Radiohead sono gli autori delle composizioni musicali preferite dall'Academy quest'anno e candidate all'Oscar 2018 per la miglior colonna sonora originale. Due pezzi da novanta, due apprezzatissimi compositori da film e uno dei membri di una amatissima band inglese: scopriamo più nel dettaglio come i cinque musicisti di cui sopra hanno lavorato alle rispettive composizioni. 

- Alexandre Desplat - La Forma dell'acqua - The Shape Of Water

A tre anni di distanza dalla sua vittoria per la colonna sonora di Grand Budapest Hotel e ben dieci anni dopo la sua prima nomination per The Queen, Desplat torna tra i candidati senza troppe sorprese e con un Golden Globe già in tasca, che fa presagire una prossima doppietta. "Ci sono dei momenti nella vita in cui ti imbatti in un film e in un regista che improvvisamente ti trascinano in un'altra dimensione", ha raccontato il compositore in un'intervista con Billboard. "In questi momenti in cui resto semplicemente esterrefatto, penso: 'ecco perché ho scelto di fare il compositore di musiche da film'. La prima cosa che ho composto è stato il tema di apertura. Da lì ho capito quale fosse l'anima del film. Nell'opening, siamo sott'acqua, in un sogno in cui tutto galleggia dentro ad una stanza e la musica dà al pubblico una prima sensazione della storia, una storia calda, fragile e un po' malinconica. [...] L'amore non ha colore, né forma, va semplicemente in ogni direzione, attraversa Paesi, cieli e passa di persona in persona, qualsiasi cosa succeda, chiunque tu sia, qualsiasi cosa tu faccia, dovunque tu venga. [...] L'acqua è l'elemento principale di questo film, si può notare da come si muove la macchina da presa, dal montaggio e da come suona la musica. La macchina da presa non si ferma mai, è in continuo movimento, è un fluire musicale e visivo. Con l'orchestra ho cercato di fare lo stesso, di trasmettere la sensazione di essere circondati da acqua e che i suoni dell'orchestra siano come gocce d'acqua". Per chi scrive, l'intento è stato raggiunto perfettamente.

- Jonny Greenwood - Il filo nascosto - Phantom Thread

Alla sua quarta collaborazione con l'amico regista Paul Thomas Anderson, il chitarrista dei Radiohead ha ottenuto la sua prima nomination da parte dell'Academy. Essendo circondato da dei veri e propri habitués in questa categoria, non possiamo certo considerarlo uno dei superfavoriti di quest'anno, ma sicuramente sarebbe comunque un riconoscimento che gli spetta di diritto già da diverso tempo. "Con Paul abbiamo parlato della musica anni '50, di ciò che era popolare allora e di ciò che veniva scritto e registrato", ha raccontato il musicista in un'intervista con Variety: "I nostri riferimenti principali sono state le registrazioni di Nelson Riddle e quelle di Bach condotte da Glenn Gould. Per quanto mi riguarda, mi sono interessato ai dischi jazz che coinvolgevano grandi orchestre, e Ben Webster ne ha fatti di buoni. Mi sono concentrato su cosa suonavano quelle sezioni d’archi, piuttosto che sui musicisti jazz". Secondo Greenwood, il personaggio interpretato da Daniel Day-Lewis avrebbe amato la musica barocca, perciò ha voluto inserire qualche elemento di questo tipo all'interno del tema principale. Per questo lavoro, Greenwood ha diretto per la prima volta un'orchestra di 60 elementi e le sue composizioni si possono ascoltare per circa il 70% del film, tanto che, secondo quanto riportato da Indiewire, il direttore Robert Ziegler, che lo ha aiutato nel processo di orchestrazione, ha commentato: "Non è una colonna sonora, è un musical!".

 

- Hans Zimmer - Dunkirk

Non ha bisogno di presentazioni, essendo uno dei più importanti compositori di Hollywood, eppure dall'Academy ha ricevuto solo un Oscar (per Il Re Leone, nel 1995) malgrado le 10 nomination accumulate con l'aggiunta di quest'ultima colonna sonora, da lui descritta come un'esperienza innovativa. "Abbiamo unito le immagini al suono in modo così perfetto da far sì che si possano ascoltare le note con gli occhi", ha commentato in un'intervista con Goldderby: "Dunkirk è stato il progetto più difficile a cui abbiamo lavorato. Ho messo su demo circa 100 minuti di musica che sono poi diventati una sorta di recinto ad alta tensione. A volte volevo arrendermi, semplificare tutto e andare a dormire, dopo aver passato 24 ore al lavoro, ma Chris (Christopher Nolan ndr) non me lo ha mai permesso. Mi diceva: 'è stata tua l'idea, perciò vai e realizzala. [...] Ogni nota, ogni cosa, ogni gesto, ogni suono che ho composto, l'ho fatto immaginando la mano di Chris poggiata sulla mia testa e ciò che amo di questa colonna sonora è il fatto che è perfettamente inserita all'interno del film. Chris ha scritto la sceneggiatura come fosse un pezzo musicale, senza usare note, ma parole e immagini, mentre io ho usato le note per parafrasare la struttura che lui aveva già stabilito". "La sceneggiatura è stata scritta seguendo i principi musicali", ha confermato Nolan in un'altra intervista per The Business Insider: "C’è un’illusione acustica, se vogliamo chiamarla così, che si chiama “scala Shepard”, che avevo già usato in The Prestige con il compositore David Julyan. [...] È un’illusione che fa credere che ci sia sempre un tono ascendente. È un effetto cavatappi. Ho scritto la sceneggiatura secondo questo principio, con tre linee temporali che danno una costante idea di intensità crescente. Volevo costruire una musica con dei simili principi matematici". [...] Perciò è una fusione di musica, effetti sonori e immagini che non eravamo mai riusciti a raggiungere prima d'ora". Un lavoro da (secondo) Oscar, si direbbe. 

- Carter Burwell - Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Si tratta della seconda nomination agli Oscar per Burwell dopo quella per Carol del 2015, anno in cui al suo posto vinse di diritto il nostro Ennio Morricone. Proprio da quest'ultimo, il compositore ha ammesso di aver tratto ispirazione per la colonna sonora della sua terza collaborazione con il regista Martin McDonagh, dopo In Bruges e 7 Psicopatici. "Dato che nel film ci sono tantissimi personaggi centrali", ha spiegato in un comunicato sul suo sito ufficiale, "ho pensato di usare un approccio simile a quello di Ennio Morricone nelle colonne sonore dei film Spaghetti Western, (che io amo), dando a ciascun personaggio un suo distintivo marchio musicale, che lo avrebbe accompagnato per tutta la durata del film. Tuttavia, quest'idea era troppo complessa e quindi alcuni personaggi, come quello di Sam Rockwell, non hanno un loro tema musicale fino alla fine del film. Comunque, ho sviluppato un approccio musicale che richiama quello dei film Western, con un insito senso di vendetta e disperazione. [...] Con l'avanzare della storia e delle relazioni tra i personaggi, i temi si intrecciano finché non diventano irriconoscibili gli uni dagli altri". Non è uno dei candidati su cui si scommette una vittoria, ma comunque anche Burwell è in questa lista per un buon motivo. 

 

- John Williams - Star Wars: Gli Ultimi Jedi 

L'altro pezzo da novanta di questa categoria è il leggendario John Williams, che con questa colonna sonora raggiunge la sua 51esima nomination agli Oscar e, chissà, forse anche un'eventuale sesta statuetta dopo quelle ottenute per Lo Squalo, Star Wars: Una Nuova Speranza, E.T., Shindler's List e Il Violinista sul tetto. Sicuramente quest'anno sarebbe più giusto premiare il lavoro dei suoi colleghi più giovani, ma in qualsiasi modo andrà la notte del 4 marzo, Williams può ritenersi soddisfatto. Il suo apporto sonoro alla saga di George Lucas resta significativo, nonostante in questo ultimo capitolo diretto da Rian Johnson non ci siano rilevabili grandi novità rispetto alle composizioni passate, se non un forte senso di dualismo e conflitto tra il bene e il male, percepibile anche nelle scelte musicali di Williams oltre che nella trama del film. 

Oscar 2018: le nomination



Federica Carlino
  • Giornalista pubblicista specializzata in comunicazione musicale e televisiva
  • Consulente musicale
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